le partite di pallone
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I disegni sono spontanei, non era stata data alcuna consegna e sono stati eseguiti da bambini maschi di cinque anni. 
Non rappresentano una partita, ma sono essi stessi un gioco: un evento che implica visione, pensiero e azione.
Mentre l'autore disegna si accompagna con la voce imitando i  rumori, gli effetti sonori, gli incitamenti e i clamori tipici dello stadio.

Il prodotto grafico che ne risulta assume la forma di un piano di progettazione di casualità, poiché entro uno spazio e in un ordine prestabilito si manifestano gesti e segni non del tutto prevedibili, determinando quel tanto di suspense che anima il gioco.

In questi disegni non c'è alcun tipo di preoccupazione estetica, né tanto meno di compiacere all'insegnante o i compagni. 
Non ha importanza la comunicazione o la decorazione: qui ciò che conta è giocare con piacere. A questo fine e solo per questo sono ricercate: efficacia, funzionalità ed economia del segno.

La simmetria ed il ritmo facilitano la fruizione dell'immagine. Le squadre sono distinte per colore.

Talvolta il gioco è svolto velocemente, con vivacità, oppure dandosi  più tempo, con maggiore riflessione, ciascuno con un suo proprio stile; ma ogni volta si ripetono alcune caratteristiche comuni che regolano il gioco e strutturano il disegno:

Si squadra il foglio in modo che rappresenti il campo in pianta con la linea mediana del centro.
Si posizionano le porte ai lati del campo e i tabelloni del punteggio in alto; si dispongono i giocatori con linee, punti, pallini colorati a seconda della squadra.
Si gioca, segnando le traiettorie del pallone con tratti che si intersecano da una posizione all'altra per andare in rete, finché il tracciato risulta così aggrovigliato da non poterle più distinguere. La direzione del movimento è da destra a sinistra e viceversa.

 

 

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