Lo spazio di Maria

Sono i primi giorni di scuola e Maria, di tre anni, sta spesso per la mano alle maestre.
Un giorno, delicatamente, traccia questi segni. 

Qui, accanto è riprodotta la scansione del disegno e le parole che dice contemporaneamente. 

lettura del disegno di Maria:

Le linee fragili, prive di effetti cromatici, appena marcate sul foglio bianco non devono indurre a ritenere questo lavoro banale o insulso. Tutte le tracce hanno un significato preciso. Lo spazio del foglio che fa da sfondo assume per tre volte un significato diverso.  Quando Maria disegna le prime linee e dice che sono treni, lo spazio è considerato un terreno sul quale i treni corrono e la direzione dello sguardo è dall'alto verso il basso. ( Vedi esempio 1 )  Esempio 1:

Nell'immediata prosecuzione le stesse linee assumono un altro significato e  lo spazio diventa un orizzonte e la direzione dello sguardo è di fronte. ( Vedi esempio 2)

Esempio 2:

Infine, una delle stesse linee diventa un aquilone che vola e quindi la direzione dello sguardo è dal basso verso l'alto. ( Vedi esempio 3 )

 

Esempio 3:

Maria prosegue tracciando una linea verde che da prato si trasforma in "ancora che si prende in mano". Se lo spazio di un foglio è visto con varie profondità e direzioni diverse da Maria, viene da chiedersi come percepirà lo spazio reale che ha trovato alla scuola. E allora appare immediatamente significativo il suo desiderio di stare sempre per la mano alle maestre, come se quest'ultima fosse l'ancoraggio per non perdersi.
Ma il bisogno di Maria è un'altro e lo dice lei stessa in queste poche linee. Infatti lo scarabocchio si conclude con una scrittura che lei stessa legge: "Stanza dei tappeti. Bisogna scrivere stanza dei tappeti, se nò non si trova. Poi, quando l'ho finito si va nella stanza dei tappeti."
La scrittura è di colore verde come è il tappetone sul quale si salta. Anche la forma della scrittura è una sequenza ritmica di saltelli del pastello sul foglio. Ciò che chiede Maria è di saltare, di sentirsi più sicura con il suo corpo, nei suoi movimenti, per una stabilità personale che le consenta di autoffermarsi nello spazio, con i compagni, con gli adulti.

Nella stanza dei tappeti l'attendono capriole, salti, cadute e corse, pianti e sorrisi insieme ad altri  bambini, liberamente e ...senza scarpe! 

E Maria, poco tempo dopo disegna così:

( Formato ridotto) " Lo sai perché l'altra volta piangevo? Perché volevo fa' la furbina, non l'avevo mai fatta la furbina, volevo fa' la furbetta un pochino! "

 

 

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